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Comunicati
Un no europeo al crocifisso sarebbe da Stato totalitario
"La "ratio" della causa promossa contro il Crocifisso è totalmente politica e ideologica. Infatti in punto di diritto, come bene è emerso nel dibattito odierno, è innegabile, in base al principio di sussidiarietà, la competenza nazionale su questo caso che coinvolge usi e tradizioni legate alla nostra identità profondamente cristiana. Cancellarli con un'imposizione da parte dell'Europa sarebbe da Stato totalitario. Al contrario, il Crocifisso ha un profondo significato metareligioso di simbolo universale di pace e fratellanza, oltre a essere un simbolo di libertà, come dimostra l'accanimento contro di esso dei regimi totalitari comunisti". Lo ha dichiarato il deputato europeo della Lega Nord, Mario Borghezio, a paropostito dell'esame al ricorso italiano contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo contro l'esposizione del crocifisso nelle scuole, iniziato oggi a Bruxelles.
Sorprendono i motivi della bocciatura del Lodo
"Sono sorpreso dalle motivazioni giuridiche che vengono evocate nel comunicato stampa con cui si annuncia l'incostituzionalità del Lodo Alfano. La Corte Costituzionale afferma che la dichiarazione di incostituzionalita' e' avvenuta sulla base di due parametri del tutto inconferenti. Da un lato evoca il vizio formale, l'art. 138 Cost., perchè non e' stata utilizzata la procedura di revisione costituzionale. Dall'altro richiama anche l'art. 3 Cost., facendo intendere che nel merito il Lodo crea anche una disparita' di trattamento. Mi sembra sorprendente che la Corte abbia utilizzato entrambi i generi di parametro costituzionale. Di solito o si utilizza il parametro formale oppure quello di merito. In fondo nel 2004 il lodo Schifani era stato dichiarato incostituzionale soltanto per violazione di un parametro di merito: in quel caso l'art. 3 Cost. (accompagnato dall'art. 24). Senza necessita' di richiamare l'art. 138. Non capisco come mai in questo caso la Corte li abbia voluti utilizzare entrambi. E' come se per fare la minestra piu' ricca la Corte ci avesse messo non solo i fagioli, ma anche le patate, insieme alla pasta, ed un pizzico di cicuta per dare piu' sapore. Non so cosa pensare, giuridicamente. Perché la Corte ha voluto fare una sentenza cosi' esuberante di argomenti, senza limitarsi ad un solo parametro che sarebbe stato gia' di per se' autonomamente sufficiente? C'e' un fumus persecutionis? Sono molto curioso di leggere le motivazioni per capire meglio il percorso argomentativo seguito dalla Corte, perche' rispetto al semplice dispositivo qualche malpensante potrebbe pensare ad un fumus persecutionis. Oggi abbiamo visto l'arrosto, vedremo se c'e' anche il fumus..." . Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.
Calderoli: dopo Pd, contro Berlusconi spuntano poteri forti
Calderoli: dopo Pd, contro Berlusconi spuntano poteri forti (fonte ANSA)
MILANO - "Lo stillicidio di attacchi contro Berlusconi, finite le elezioni, non si placa e allora, fuori gioco per motivi interni il Pd, i poteri forti, quelli che hanno interessi consolidati da difendere, scendono direttamente in campo": lo sostiene il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, conversando con l'ANSA.
"Il Pd - spiega Calderoli - è alle prese con una propria gravissima crisi di identità e appare solo preoccupato di trovare un segretario kamikaze che tenga in mano il cerino e che concluderà la sua parabola, se non al congresso, alle regionali del prossimo anno. Fuori gioco il Pd, i poteri forti a questo punto scendono in campo con il supporto del loro apparato mediatico, usando i sistemi che gli sono ben noti, dalle donnine alla droga, per cercare di sovvertire la situazione facendo cadere il Governo. Un Governo che non si è sino ad ora fatto intimidire e che anzi, due giorni fa, ha varato un decreto a sostegno delle imprese e delle famiglie che va a toccare privilegi che si ritenevano intoccabili. Ecco allora l'attacco frontale e il tentativo di isolare Berlusconi. Ed ecco spiegato perché la Lega ha annunciato la volontà di mostrare i denti contro questo andazzo".
"Il punto - argomenta il coordinatore delle segreterie della Lega - è che questo Governo, che si regge sulla forza datagli dagli elettori, dai cittadini, dal popolo, e che ha nell'asse Bossi-Berlusconi la sua carica rivoluzionaria di cambiamento, sta davvero cambiando il Paese e ciò non è sopportato da tanti, troppi che da mezzo secolo fanno i fatti loro e si sentono intoccabili". "L'unico rischio - conclude Calderoli - è che in questo marasma, con l'opposizione troppo presa a guardare i propri problemi interni e quindi indebolita, ci sia qualche amico del giaguaro che si mette a parlare o a pensare al dopo Berlusconi facendo finta di difenderlo ma di fatto cercando di logorare l'asse Bossi-Berlusconi. Un asse che non può essere rotto. E' bene ricordare che chi vuole ingaggiare un braccio di ferro con il popolo è destinato a finire sconfitto. Questa è la forza della democrazia".
Il Coordinatore delle Segreterie Nazionali
Roberto Calderoli
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REFERENDUM
Zaia e Calderoli: un'altra vittoria per la Lega
Per come era stato presentato questo referendum sembrava essere stato concepito per cercare di distruggere la Lega e pertanto, visto il risultato che si sta profilando, possiamo dire che questa è un’altra vittoria per la Lega”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.
“L’inequivocabile risultato del referendum rimarca, casomai ce ne fosse stato bisogno, il ruolo insostituibile della Lega a favore della democrazia e del popolo che essa rappresenta.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta il mancato raggiungimento del quorum per i tre quesiti referendari. “Lo scenario che si sarebbe presentato qualora gli sciagurati quesiti avessero avuto successo avrebbe segnato, con la costituzione di un Partito unico, il declino irreversibile della sovranità popolare.” “Noi siamo il Partito della gente e dei lavoratori: i lavoratori e la gente lo sanno e si fidano dell’unico Partito ad aver dato una chiara dichiarazione di voto. Rimane un monito per il futuro: chiunque voglia riformare le regole – conclude Zaia – ha da appellarsi al luogo dove esse si formano, cioè il Parlamento.
REFERENDUM
Il referendum è fallito. La democrazia ha vinto
Da circa mezz'ora in tutto il Paese sono state chiuse le urne per il referendum elettorale e per il secondo turno delle amministrative. In questo momento è il corso lo spoglio (prima verranno scrutinati i tre quesiti e poi le schede dei ballottaggi di Provinciali e Comunali). Già ora, però, si può affermare che il referendum sul sistema elettorale non ha raggiunto il quorum. La stragrande maggioranza dei cittadini, ha dunque bocciato le modifiche all'attuale sistema di voto. E' una vittoria della democrazia, perché se fossero passate, si sarebbe consegnato il Paese ad un solo partito, che anche con maggioranze assai lontane dal 50,1 per cento dei consensi, avrebbe avuto la possibilità di governare da solo e, potenzialmente, cambiare la Costituzione a proprio uso e consumo.
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